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Data
5.7.2026
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La situazione di partenza è spesso simile: l’impianto di riscaldamento sta per arrivare alla fine del suo ciclo di vita, il tetto e la facciata hanno bisogno di essere rinnovati, gli impianti tecnici non sono più a norma e gli affitti sono in parte ben al di sotto del livello di mercato. Allo stesso tempo, la domanda di alloggi rimane alta in molte regioni. Nel cantone di Zurigo, a metà del 2025 il tasso di sfitto era solo dello 0,48%, mentre nella città di Zurigo si attestava addirittura intorno allo 0,1%. I condomini in buona posizione rimangono quindi oggetti di investimento molto richiesti.
Spesso il valore maggiore si trova proprio dove i proprietari non se lo aspettano
Nella pratica, spesso si parla prima di impianti di riscaldamento, facciate o bagni. Dal punto di vista strategico, però, la questione fondamentale è un’altra: quale valore potrà generare l’immobile in futuro?
Oltre alle condizioni strutturali, vanno quindi analizzati in particolare i seguenti fattori:
Soprattutto nel caso dei condomini costruiti tra gli anni ’50 e gli anni ’70, una parte consistente del valore non risiede nell’edificio in sé, ma nel terreno e nelle sue potenzialità di sviluppo. Chi non tiene conto di questo aspetto rischia di investire ingenti somme in un progetto che non sfrutta appieno il potenziale effettivo dell’immobile.
Una strategia lungimirante crea valore aggiunto a lungo termine
Molti proprietari si chiedono innanzitutto se possono permettersi una ristrutturazione. La domanda più importante, però, è: quale opzione garantisce il massimo valore patrimoniale a lungo termine?
A tal fine, alla luce dei fattori sopra citati, bisognerebbe confrontare sistematicamente diversi scenari:
Solo quando si considerano nel loro insieme il fabbisogno di investimento, il finanziamento, il potenziale di affitto, le implicazioni fiscali, il ricavo netto dalla vendita e il potenziale di sviluppo, si crea una base decisionale solida. Gli investitori professionisti non prendono queste decisioni basandosi su singole voci dei costi di costruzione, ma tenendo conto del rendimento atteso, del rischio e dell’andamento del valore nel lungo periodo.
Guardare alle ristrutturazioni dal punto di vista economico: non tutti i franchi investiti vengono recuperati
Un errore comune è quello di equiparare direttamente i costi di investimento ai futuri aumenti dell’affitto. Il diritto svizzero in materia di locazioni stabilisce limiti chiari al riguardo. Una parte consistente dei lavori di ristrutturazione di ampia portata è considerata finalizzata al mantenimento del valore dell’immobile e non può essere interamente addebitata agli inquilini. Allo stesso tempo, sono la posizione, la domanda e il livello attuale dei canoni di locazione a determinare quale potenziale di rendimento sia effettivamente realizzabile.
La fattibilità tecnica di una ristrutturazione è quindi solo un lato della medaglia. Altrettanto importante è capire se, nel quadro normativo vigente in materia di locazioni, l’investimento riesca a garantire il rendimento desiderato.
Il finanziamento diventa un fattore chiave
Oltre alla redditività, l’attenzione si sta concentrando sempre più sul finanziamento. Molti proprietari dispongono sì di un patrimonio consistente, ma non necessariamente della liquidità necessaria per investimenti di ampia portata.
Oggi le banche valutano i progetti di risanamento con molta più attenzione rispetto a qualche anno fa. Oltre alla sostenibilità finanziaria, anche il coefficiente di capitale proprio, la capacità di ammortamento e la valore a lungo termine dell’investimento giocano un ruolo importante. Per questo è bene chiarire fin da subito se le misure previste sono finanziariamente sostenibili e come influiranno sul rendimento futuro.
L’efficienza energetica diventa un fattore strategico
Gran parte del patrimonio edilizio residenziale svizzero è stato costruito prima dell’introduzione delle prime norme complete in materia di isolamento termico. Di conseguenza, c’è un forte bisogno di rinnovamento per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento, l’involucro edilizio e gli impianti tecnici. Con le leggi cantonali sull’energia e i requisiti imposti dalle autorità, gli standard continuano a diventare più severi. Allo stesso tempo, gli inquilini prestano sempre più attenzione alle spese accessorie e gli investitori si concentrano sempre di più sui criteri di sostenibilità.
Per i proprietari questo significa che non tutti gli investimenti energetici creano automaticamente un valore aggiunto. Ciò che conta è se gli interventi rafforzano la competitività dell’immobile nel lungo periodo e aiutano a evitare investimenti futuri. I programmi di incentivazione possono migliorare la redditività dei singoli interventi, ma non sostituiscono una strategia globale ben ponderata.
La questione della successione viene spesso sottovalutata
Un aspetto che nella pratica spesso viene affrontato solo in un secondo momento è quello della successione. Chi dovrà possedere e gestire l’immobile tra dieci o quindici anni?
Soprattutto nel caso di proprietà familiari e comunioni ereditarie, questa questione spesso determina la strategia giusta da adottare. Una ristrutturazione completa può essere economicamente vantaggiosa. Se però manca una soluzione chiara per la successione o se ci sono interessi divergenti tra i proprietari, la situazione di partenza cambia radicalmente. Le questioni relative alla proprietà, all’eredità e alla successione dovrebbero quindi essere prese in considerazione fin dall’inizio nelle riflessioni strategiche.
Quando la Vendita può essere la soluzione economicamente più sensata
La Vendita può essere la soluzione giusta se i proprietari non vogliono più farsi carico delle esigenze legate a una ristrutturazione, se la complessità è troppo alta e se l’impegno finanziario e il tempo necessario sembrano insormontabili. In pratica, questo riguarda spesso comunità ereditarie con idee diverse sul futuro dell’immobile o proprietari che non vogliono più occuparsi attivamente di questioni complesse relative all’edilizia, al finanziamento e alla gestione. Anche la mancanza di liquidità o un capitale proprio insufficiente possono essere motivi per non procedere a una ristrutturazione completa. Non da ultimo, è importante valutare in modo realistico il tempo necessario e i rischi imprenditoriali di un progetto di ristrutturazione o sviluppo.
Una vendita non è quindi necessariamente indice di una mancanza di prospettive per l’immobile, ma può essere una decisione economicamente ragionevole se le circostanze personali, finanziarie, fiscali o organizzative non favoriscono uno sviluppo a lungo termine.
Non tutti i gruppi di acquirenti valutano un immobile allo stesso modo
Il valore di mercato di un condominio non dipende solo dalle condizioni dell’edificio. A volte, diversi gruppi di acquirenti valutano lo stesso immobile in modo molto diverso.
Mentre chi possiede immobili a lungo termine punta soprattutto sul reddito, sul rendimento e sui costi di gestione, chi si occupa di sviluppo valuta anche le possibilità di densificazione, il potenziale di nuova costruzione e il futuro utilizzo del terreno.
Soprattutto nei condomini più vecchi, questo può portare a notevoli differenze nella disponibilità a pagare.
Per i proprietari, quindi, non conta solo quanto vale oggi l’immobile, ma anche quali operatori di mercato possono trarre vantaggio dal potenziale di sviluppo esistente. Una valutazione immobiliare professionale, basata su dati comprovabili, può fornire chiarimenti in merito.
Conclusione: indicazioni per prendere una decisione ben ponderata
Alla domanda «ristrutturare o vendere» non si può rispondere solo in base alle condizioni dell’edificio.
Se vuoi prendere una decisione ben fondata, dovresti analizzare sistematicamente cinque aspetti:
Solo considerando questi fattori nel loro insieme si ottiene un quadro completo e si può così creare una solida base decisionale. È fondamentale riconoscere il potenziale esistente e ricavarne la strategia economicamente più sensata per i prossimi decenni.
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